Bonus Casa 50%: proroga e novità clamorose in arrivo

Alessandro Angelone
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Il Bonus Casa 50% potrebbe non scomparire nel 2026. Secondo le ultime indiscrezioni provenienti da ambienti governativi, il Governo italiano starebbe lavorando a una proroga dell’attuale aliquota del 50%, che altrimenti scenderebbe al 36% dal prossimo gennaio, con un impatto devastante sul comparto edilizio. In questa fase, si ipotizza anche il ritorno della rateizzazione in 5 anni, rendendo l’agevolazione ancora più appetibile.

Questa possibile inversione di rotta arriva in un momento cruciale per il mercato immobiliare e per le politiche energetiche legate alla direttiva Case Green. Il “Bonus Casa 50%” è centrale in queste riflessioni: mantenerlo significa difendere il settore edilizio, ma anche l’impegno italiano per la sostenibilità abitativa.


🔹 Cosa prevede oggi il Bonus Casa?

Attualmente, il Bonus Casa consente una detrazione IRPEF del 50% per le spese sostenute per ristrutturazioni su abitazioni principali, mentre per le seconde case il beneficio scende al 36%. La detrazione viene spalmata in dieci anni, rendendo poco conveniente per molti cittadini l’investimento immediato.

Dal 1° gennaio 2026, se non verranno introdotte modifiche, l’aliquota standard tornerà al 36%, con un ulteriore abbassamento al 30% per le seconde case. Un cambiamento che rischia di provocare un crollo degli investimenti in ristrutturazioni, con conseguente danno all’economia e all’ambiente.


🔹 Le proposte sul tavolo del Governo

La viceministra dell’Ambiente Vannia Gava ha annunciato pubblicamente che è in corso un’analisi di fattibilità per confermare il Bonus Casa 50% anche nel 2026. Ma non solo: si sta valutando l’ipotesi di ridurre il periodo di detrazione da 10 a 5 anni, rendendo più rapido il recupero fiscale.

Queste misure rappresenterebbero una sterilizzazione parziale dei tagli previsti dalla manovra economica 2025, e potrebbero costare oltre 2 miliardi di euro. Un investimento rilevante, ma necessario per evitare il ritorno al lavoro sommerso e per stimolare l’edilizia green.


🔹 Rateizzazione in 5 anni: ritorno al passato?

Fino a poco più di un anno fa, era possibile usufruire della detrazione fiscale in 5 rate annuali, una modalità molto apprezzata da famiglie e imprese. Tuttavia, per contenere i costi sul bilancio statale, si è passati alla spalmatura decennale.

Ora il Governo riflette su un possibile ritorno alla rateizzazione quinquennale, almeno per alcune tipologie di intervento. Tuttavia, questa ipotesi è molto più complessa da realizzare rispetto alla proroga secca: comporta rischi per l’equilibrio della finanza pubblica.

bonus casa 50%

🔹 Rischi e conseguenze del taglio al 36%

Secondo i dati forniti da Confedilizia e CNA, senza la proroga del Bonus Casa 50%, il mercato delle ristrutturazioni si ridurrebbe a 15 miliardi nel 2026, contro i quasi 40 miliardi attesi nel 2025. Una contrazione del 60% che penalizzerebbe pesantemente imprese, artigiani e l’intero indotto.

Non va sottovalutato neanche il rischio di aumento del lavoro nero, con cantieri non dichiarati e mancato rispetto delle normative ambientali. Tutto questo mentre l’Italia dovrebbe accelerare sugli interventi previsti dalla Direttiva Europea sulle Case Green.


🔹 Gli altri bonus a rischio

Oltre al Bonus Casa 50%, sono in scadenza anche:

  • Il bonus mobili (al 50%, tetto 5.000€)
  • Il bonus barriere architettoniche (75%)
  • L’ecobonus al 65%
  • Il sismabonus
  • Alcune misure legate al Superbonus

Il loro taglio rischia di disincentivare interventi importanti per l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici.


🔹 Conclusioni: serve una visione strategica

Il Bonus Casa 2026 è molto più di una misura fiscale: è una leva per sostenere l’economia reale, le famiglie, le imprese e la transizione ecologica. Secondo le stime, confermare le agevolazioni (incluso il bonus mobili) costerebbe circa 2 miliardi di euro, ma il rischio è di perderne oltre 25 in volume d’affari.

✅ Se il Governo riuscirà a trovare la copertura finanziaria, potremmo assistere a una proroga salvifica per l’edilizia italiana. In caso contrario, il 2026 potrebbe segnare l’inizio di una crisi senza precedenti per il settore delle ristrutturazioni.

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Svolgo la professione di Dottore Commercialista e di Revisore Contabile. Mi interessa molto la materia della Finanza Pubblica. Sono appassionato di tecnologia. Sempre pronto al confronto!
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