La Rottamazione Quinquies è stata presentata dal Governo come una grande occasione per famiglie e imprese italiane. Una vera e propria boccata d’ossigeno per chi ha debiti con il Fisco e vuole chiudere col passato. Ma siamo sicuri che sia davvero un regalo?
Persino il suo stesso promotore, il vicepremier Matteo Salvini, l’ha definita come “una sorta di mutuo a lungo termine”. Una dichiarazione che, seppur involontaria, svela la vera natura dell’operazione: non un condono, ma un rifinanziamento del debito.
Scopriamo insieme come funziona davvero la Rottamazione Quinquies, chi può aderire, quanto si risparmia e, soprattutto, quali sono i rischi nascosti.
A chi si rivolge la Rottamazione Quinquies
La misura interessa i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Non è per tutti: la selezione è chirurgica.
✅ Possono aderire:
- Contribuenti che hanno presentato dichiarazioni fiscali.
- Chi ha ricevuto cartelle su avvisi bonari e controlli formali.
- Debitori INPS, se non da accertamento.
- Multati per infrazioni stradali.
- Chi è decaduto da precedenti rottamazioni.
❌ Esclusi:
- Chi non ha mai presentato dichiarazione dei redditi.
- Chi ha debiti da accertamento vero e proprio.
- Chi ha già aderito con successo alla Rottamazione 4: per loro, nessuna seconda chance.
Lo Stato, insomma, non perdona gli evasori totali, ma tende la mano a chi è “sul confine”, in un’ottica di recupero crediti mirata.
Il vantaggio: cosa si risparmia davvero?
Il cuore della proposta è lo sconto: vengono cancellati sanzioni, interessi di mora, spese esecutive e aggio. Si pagano solo:
- L’importo originario (capitale).
- Le spese di notifica.
- Gli interessi di rateizzazione al 4%.
Oltre al risparmio diretto, si attivano benefici operativi immediati:
- Blocco di fermi amministrativi e ipoteche.
- Sospensione delle procedure esecutive.
- Rilascio del DURC per le imprese.
Un’offerta apparentemente vantaggiosa. Ma è nei dettagli che si cela la trappola.
Il vero costo: il mutuo al 4% per 9 anni
La Rottamazione Quinquies offre due modalità di pagamento:
- Saldo unico entro 31 luglio 2026.
- Rateizzazione in 54 rate bimestrali (fino al 2035!).
Scegliendo la seconda opzione, si applicano interessi del 4% annuo dal 1° agosto 2026. Un tasso doppio rispetto alla precedente Rottamazione 4 (2%).
💸 Esempio pratico:
- Debito capitale: 10.000 €
- Interessi su 9 anni: 3.530 €
- Totale versato: 13.530 €
Un aumento del 35,3% del debito originale. Altro che pace fiscale: è un mutuo mascherato, con interessi più alti di alcuni prestiti bancari.
Regole di adesione e cause di decadenza
Il sistema è semplice quanto inflessibile:
- Domanda online entro il 30 aprile 2026.
- L’Agenzia risponde con il piano rate e i bollettini entro il 30 giugno 2026.
- Prima scadenza: 31 luglio 2026.
🚨 Cause di decadenza:
- Saltare la prima rata.
- Saltare due rate, anche non consecutive.
- Saltare l’ultima rata.
In caso di decadenza, si perdono tutti i benefici: tornano le sanzioni e gli interessi, e quanto già versato è considerato acconto.
🔍 Curiosità: come evidenziato da Il Sole 24 Ore, con solo tre rate, pagando la prima e l’ultima ma saltando la seconda, tecnicamente non si decade. Un bug normativo potenzialmente clamoroso.
Conviene davvero aderire?
Dipende.
📌 Pro:
- Sconto immediato su sanzioni e interessi.
- Sospensione delle azioni esecutive.
- Flessibilità nei pagamenti.
⚠️ Contro:
- Debito più oneroso nel tempo.
- Interesse alto e lungo impegno finanziario.
- Regole severe, poco flessibili.
- Nessun vantaggio per chi è già in regola con la Rottamazione 4.
In sintesi: non è un condono, è un rifinanziamento. Prima di aderire, valutate attentamente la vostra capacità di sostenere un impegno simile per quasi un decennio.
