Dal 9 marzo 2026 è nuovamente operativa la Carta del Docente per l’anno scolastico 2025/2026. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha apportato modifiche significative alla disciplina del beneficio, a seguito dell’incontro del 5 marzo 2026 con le organizzazioni sindacali e della successiva formalizzazione attraverso uno schema di decreto ministeriale. Le novità riguardano l’importo erogato, l’ampliamento della platea dei beneficiari e le regole per l’acquisto di dispositivi informatici. Per commercialisti, consulenti del lavoro e professionisti che assistono personale scolastico o istituti scolastici, conoscere il quadro aggiornato è fondamentale per fornire una consulenza corretta.
Chi ha diritto alla Carta del Docente 2025/2026
Per il corrente anno scolastico la platea dei beneficiari è stata ampliata, superando il milione di destinatari. Hanno diritto alla Carta del Docente le seguenti categorie:
- Docenti di ruolo delle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado;
- Supplenti annuali su posto vacante e disponibile con contratto fino al 31 agosto;
- Supplenti temporanei con incarico fino al 30 giugno;
- Personale educativo dei convitti nazionali e degli educandati statali.
Restano esclusi i docenti con supplenza breve, anche qualora il contratto si protragga fino all’ultimo giorno di lezione.
Importo, validità e modalità di accesso
L’importo della Carta del Docente per l’a.s. 2025/2026 è di 383 euro, ridotto rispetto ai 500 euro degli anni precedenti per effetto dell’ampliamento della platea. È previsto parallelamente un investimento aggiuntivo di 281 milioni di euro destinato direttamente alle istituzioni scolastiche per dotazioni digitali in comodato d’uso ai docenti.
La Carta ha validità biennale: le somme accreditate sono utilizzabili fino al 31 agosto dell’anno scolastico successivo. Le somme residue dell’a.s. 2024/2025 saranno riaccreditate insieme al nuovo importo. L’accesso avviene tramite il portale ufficiale con autenticazione SPID o CIE.
Spese ammesse e novità sull’acquisto di hardware
Le categorie di spesa ammesse ai sensi dell’art. 1 co. 121, L. 107/2015 e successive modificazioni comprendono: libri e riviste per l’aggiornamento professionale, corsi di formazione universitari e post-universitari, spettacoli teatrali e cinematografici, ingressi a musei e mostre, strumenti musicali, servizi di trasporto di persone (novità 2025/2026) e hardware e software.
La principale novità normativa riguarda l’acquisto di hardware e software: a partire dall’a.s. 2025/2026 tale acquisto è consentito al primo accesso e poi con cadenza quadriennale. Per i docenti che hanno già usato la Carta in anni precedenti, l’acquisto di dispositivi è ammesso nell’anno corrente; dopodiché si applica la nuova regola dei quattro anni.
Implicazioni fiscali: esenzione IRPEF e dichiarazione dei redditi
Dal punto di vista fiscale, la Carta del Docente non costituisce reddito imponibile ai fini IRPEF né è soggetta a contribuzione previdenziale, ai sensi dell’art. 1 co. 121 della L. 107/2015. Le somme accreditate non devono essere indicate nel modello 730 o nel modello Redditi PF, indipendentemente dall’importo utilizzato nell’anno d’imposta. Questo aspetto è spesso fonte di dubbi in sede di dichiarazione: il trattamento esentivo è consolidato nella prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Quanto ai docenti che hanno ottenuto il riconoscimento della Carta per annualità pregresse tramite sentenze giudiziarie, le somme riconosciute in via giudiziale non sostituiscono il bonus corrente ma si cumulano con l’accredito ordinario 2025/2026. Anche in questo caso l’esenzione fiscale rimane invariata.
I 281 milioni per le istituzioni scolastiche
Il decreto prevede un investimento aggiuntivo di 281 milioni di euro destinato direttamente agli istituti scolastici per l’acquisto di dotazioni digitali — tablet, PC, dispositivi didattici — da concedere in comodato d’uso ai docenti, nonché per attività di formazione. Per i professionisti che assistono enti scolastici in qualità di consulenti contabili o revisori, i beni acquistati con tali risorse rientrano nel patrimonio dell’istituzione e devono essere iscritti nell’inventario, con le relative procedure di dismissione. Si attendono istruzioni operative specifiche dal MIM.
Domande frequenti
Quanto vale la Carta del Docente 2025/2026?
L’importo è di 383 euro, ridotto rispetto ai 500 euro dell’anno precedente per finanziare l’estensione della platea a oltre un milione di beneficiari.
I supplenti hanno diritto alla Carta nel 2025/2026?
Sì, ma solo i supplenti annuali su posto vacante fino al 31 agosto e i supplenti temporanei fino al 30 giugno. I supplenti brevi restano esclusi.
La Carta del Docente va dichiarata nel 730?
No. Ai sensi dell’art. 1 co. 121 della L. 107/2015, il bonus è esente IRPEF e non va indicato in nessun quadro del modello 730 o Redditi PF.
Con quale frequenza si può acquistare hardware?
Dal 2025/2026 l’acquisto di hardware e software è consentito al primo utilizzo e poi ogni quattro anni. Chi non ha mai acquistato dispositivi può farlo quest’anno; dopodiché si applica la cadenza quadriennale.
Come si accede alla Carta del Docente?
Tramite il portale ufficiale dedicato, con autenticazione SPID o CIE. Effettuato l’accesso, è possibile generare i voucher per le categorie di spesa ammesse.
Per ulteriori informazioni sulla Carta del Docente, sulla sua gestione fiscale o sugli adempimenti relativi agli istituti scolastici, contattami: siamo a disposizione per una consulenza personalizzata.
