Il paradosso inaspettato delle banconote nell’era digitale

Alessandro Angelone
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Introduzione: il paradosso delle banconote in un’epoca digitale

Nel cuore di un’Europa sempre più digitale, dove il pagamento contactless e le transazioni online sembrano dominare, resiste e anzi cresce un fenomeno sorprendente: il paradosso delle banconote. Mentre l’uso del contante per le transazioni quotidiane è in costante declino, la quantità di banconote in circolazione nell’Eurozona ha raggiunto livelli record, superando i 1.580 miliardi di euro.

La Banca Centrale Europea (BCE), in un’approfondita analisi firmata da Francesca Faella e Alejandro Zamora-Pérez, ha svelato i meccanismi di questo fenomeno, che si accentua durante le crisi e dimostra come il paradosso delle banconote sia, in realtà, un riflesso della domanda di sicurezza, fiducia e resilienza.


L’evoluzione della domanda di contante: dai 600 ai 1.588 miliardi di euro

Nel 2005 le banconote in circolazione nell’Eurozona ammontavano a circa 600 miliardi di euro. Nel 2025, questo valore ha raggiunto i 1.588 miliardi, rappresentando il 10,4% del PIL dell’area euro, rispetto al 6% di vent’anni fa.

Questo dato risulta ancora più sorprendente se si considera che la quota di pagamenti effettuati in contanti è in calo. Ciò dimostra che il contante non viene utilizzato solo come mezzo di pagamento, ma sempre più spesso come riserva di valore, specie in tempi di instabilità economica o geopolitica.


Crisi e contante: un binomio ricorrente

La BCE ha evidenziato come il paradosso delle banconote si manifesti con forza durante le emergenze, quando la popolazione cerca strumenti tangibili di sicurezza economica. I principali eventi analizzati nell’analisi della BCE includono:

  • La pandemia da Covid-19 (2020)
    Durante il primo anno della pandemia, la domanda di contante è esplosa. L’emissione netta cumulata di banconote è cresciuta di oltre 140 miliardi di euro, superando di oltre il 130% l’incremento medio annuo pre-Covid.
  • La guerra in Ucraina (2022)
    Nei Paesi dell’Est Europa (Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Finlandia), la domanda di contante è aumentata del 36% nel primo mese di conflitto, a causa dell’incertezza geopolitica.
  • Il blackout in Spagna e Portogallo
    In occasione di gravi interruzioni di corrente, il contante ha dimostrato la sua duplice funzione: mezzo di pagamento offline e riserva di valore. In Spagna, il 39% delle persone ha mantenuto scorte di banconote a casa.
  • La crisi del debito sovrano in Grecia (2015)
    Il picco di incertezza politica ha portato a un’esplosione della domanda: 300 milioni di euro di emissioni in un solo giorno.

Il contante come ruota di scorta e pilastro della fiducia

Il contante ha un ruolo unico nell’economia. È l’unica passività della banca centrale direttamente accessibile a tutti, senza bisogno di intermediari digitali o infrastrutture tecnologiche. In situazioni di blackout, malfunzionamento dei sistemi bancari o emergenze sanitarie, il contante resta utilizzabile, sicuro e universale.

La BCE, assieme ad alcuni Stati membri (come Austria, Olanda e Finlandia), consiglia ai cittadini di mantenere sempre tra i 70 e i 100 euro in contanti nel portafoglio, per far fronte a emergenze di 72 ore.


Banconote e digitalizzazione: convivenza, non sostituzione

Mentre l’euro digitale è ancora in fase di progettazione e test, la BCE conferma che il cash continuerà ad avere un ruolo centrale. La digitalizzazione dei pagamenti non elimina, ma affianca il contante, che si conferma un elemento chiave nella resilienza finanziaria dell’Eurozona.

L’idea che il contante stia sparendo è quindi fuorviante: la realtà è ben diversa. Esso non solo sopravvive, ma si rafforza come strumento di fiducia, stabilità e protezione in tempi di incertezza.


Conclusione: il paradosso delle banconote non è un’anomalia, ma una risposta razionale

Il paradosso delle banconote non rappresenta una contraddizione, ma una risposta razionale della società alle vulnerabilità del sistema digitale e alle crisi globali. Il contante non è un residuo del passato, ma un pilastro della sicurezza finanziaria moderna.

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Svolgo la professione di Dottore Commercialista e di Revisore Contabile. Mi interessa molto la materia della Finanza Pubblica. Sono appassionato di tecnologia. Sempre pronto al confronto!
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