Nel biennio 2026-2027 molte imprese e operatori economici dovranno affrontare un passaggio delicato: rifinanziare debiti in un contesto in cui il costo del denaro resta su livelli superiori rispetto al passato recente.
Il punto non è generare allarmismo, ma capire dove si concentra il rischio e come intervenire in tempo.
Perché il tema è rilevante
Negli anni precedenti, condizioni finanziarie più favorevoli hanno consentito a molte realtà di sostenere indebitamento e investimenti con maggiore facilità. Oggi lo scenario è diverso:
- tassi più alti;
- maggiore selettività degli istituti;
- margini operativi che, in alcuni settori, restano sotto pressione.
Questo significa che il rifinanziamento non è più una procedura “automatica”: richiede preparazione tecnica e pianificazione.
Chi è più esposto
In generale, i profili più vulnerabili sono:
- imprese con scadenze ravvicinate e alta quota di debito da rinegoziare;
- soggetti con forte esposizione a tasso variabile;
- attività con bassa capacità di generare cassa;
- realtà con dipendenza da una sola controparte bancaria;
- strutture economico-finanziarie già tese.
Indicatori pratici da monitorare
Per avere una lettura concreta, conviene osservare in modo sistematico:
- rapporto tra oneri finanziari e margine operativo;
- copertura del servizio del debito;
- calendario scadenze (12-24 mesi);
- andamento del capitale circolante (incassi, magazzino, pagamenti);
- coerenza tra struttura del debito e ciclo del business.
Questi indicatori aiutano a distinguere i casi gestibili con interventi ordinari da quelli che richiedono una ristrutturazione più profonda.
L’errore da evitare
L’errore più frequente è rimandare, aspettando condizioni migliori.
In contesti come questo, il tempo è un fattore decisivo: chi si muove tardi negozia peggio e con meno opzioni.
Approccio operativo consigliato
Un percorso prudente e professionale può seguire 4 fasi:
- **Mappatura**: esposizioni, scadenze, costo medio del debito.
- **Stress test**: simulazioni su tassi, margini e flussi di cassa.
- **Priorità**: identificazione posizioni critiche e azioni immediate.
- **Dialogo anticipato**: confronto con finanziatori su basi numeriche solide.
Conclusione
Il rischio rifinanziamento 2026-2027 non riguarda tutti allo stesso modo, ma impone a tutti un cambio di metodo: più analisi preventiva, più disciplina, più pianificazione.
Chi imposta adesso una strategia strutturata riduce il rischio di trovarsi in emergenza nei prossimi trimestri.
