Rifinanziamenti 2026-2027: chi rischia davvero con i tassi ancora elevati

Alessandro Angelone
3 Min Read

Nel biennio 2026-2027 molte imprese e operatori economici dovranno affrontare un passaggio delicato: rifinanziare debiti in un contesto in cui il costo del denaro resta su livelli superiori rispetto al passato recente.

Il punto non è generare allarmismo, ma capire dove si concentra il rischio e come intervenire in tempo.

Perché il tema è rilevante

Negli anni precedenti, condizioni finanziarie più favorevoli hanno consentito a molte realtà di sostenere indebitamento e investimenti con maggiore facilità. Oggi lo scenario è diverso:

  • tassi più alti;
  • maggiore selettività degli istituti;
  • margini operativi che, in alcuni settori, restano sotto pressione.

Questo significa che il rifinanziamento non è più una procedura “automatica”: richiede preparazione tecnica e pianificazione.

Chi è più esposto

In generale, i profili più vulnerabili sono:

  1. imprese con scadenze ravvicinate e alta quota di debito da rinegoziare;
  2. soggetti con forte esposizione a tasso variabile;
  3. attività con bassa capacità di generare cassa;
  4. realtà con dipendenza da una sola controparte bancaria;
  5. strutture economico-finanziarie già tese.

Indicatori pratici da monitorare

Per avere una lettura concreta, conviene osservare in modo sistematico:

  • rapporto tra oneri finanziari e margine operativo;
  • copertura del servizio del debito;
  • calendario scadenze (12-24 mesi);
  • andamento del capitale circolante (incassi, magazzino, pagamenti);
  • coerenza tra struttura del debito e ciclo del business.

Questi indicatori aiutano a distinguere i casi gestibili con interventi ordinari da quelli che richiedono una ristrutturazione più profonda.

L’errore da evitare

L’errore più frequente è rimandare, aspettando condizioni migliori.

In contesti come questo, il tempo è un fattore decisivo: chi si muove tardi negozia peggio e con meno opzioni.

Approccio operativo consigliato

Un percorso prudente e professionale può seguire 4 fasi:

  1. **Mappatura**: esposizioni, scadenze, costo medio del debito.
  2. **Stress test**: simulazioni su tassi, margini e flussi di cassa.
  3. **Priorità**: identificazione posizioni critiche e azioni immediate.
  4. **Dialogo anticipato**: confronto con finanziatori su basi numeriche solide.

Conclusione

Il rischio rifinanziamento 2026-2027 non riguarda tutti allo stesso modo, ma impone a tutti un cambio di metodo: più analisi preventiva, più disciplina, più pianificazione.

Chi imposta adesso una strategia strutturata riduce il rischio di trovarsi in emergenza nei prossimi trimestri.

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Svolgo la professione di Dottore Commercialista e di Revisore Contabile. Mi interessa molto la materia della Finanza Pubblica. Sono appassionato di tecnologia. Sempre pronto al confronto!
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